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25-03-2013

Abbazia di Sant'Antimo In evidenza

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Situata a 10 Km da Montalcino in direzione di Castelnuovo dell'Abate

Informazioni e prenotazioni:
Telefono: +39 0577/286300
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info ORARIO DI APERTURA www.santantimo.it 

 

ABBAZIA DI SANT’ANTIMO

L’abbazia, gioiello di architettura medievale, sorge a 9 chilometri da Montalcino nella valle del torrente Starcia, un affluente del fiume Orcia, in prossimità del paese di Castelnuovo dell’Abate. Si tratta di uno dei più bei monumenti di stile romanico, con evidenti ri­chiami ai modelli francesi e lombardi. Secondo un’antica leggenda l’abbazia fu fondata da Carlo Magno, che, ritornando da Roma in­sieme al suo seguito, nel transitare lungo il tracciato della Via Fran­cigena, sostò nella Val di Starcia a causa del pericolo scatenato da un’epidemia di peste. Si racconta che l’imperatore fece voto affinché questo flagello cessasse e per la grazia ricevuta fondò l’abbazia di Sant’Antimo. Purtroppo non è possibile ricostruire con precisione la storia dell’abbazia, poiché gran parte della documentazione ad essa relativa è andata perduta in un incendio. È possibile vedere i resti dell’originaria struttura di età carolingia nella zona absidale del tempio monumentale dove si scorge la piccola absidiola dell’an­tica pieve, oggi sagrestia, affrescata all’interno con scene della vita di san Benedetto (Giovanni D’Asciano, XIV sec.) e la piccola cripta, divisa in tre navate da quattro colonne con pulvino di porfido.

L’attuale chiesa risale al 1118 circa, come attesta un’iscrizione inci­sa sull’altare maggiore. La costruzione della chiesa e del convento richiese un impegno costruttivo al di sopra delle possibilità econo­miche dei monaci benedettini e questo non consentì di ultimare né la facciata, né parte dei locali di servizio dei monaci. Il periodo di decadenza culminò nell’anno 1462, quando Papa Pio II soppresse l’abbazia e la incorporò nella Diocesi di Montalcino.

Una delle caratteristiche che contraddistinguono il tempio monumentale è il materia­le con cui essa è costruita: la struttura è infatti completa­mente edificata in una roccia travertinosa con venature di alabastro, proveniente dalla vicina cava di Castelnuovo dell’Abate; questa pietra le conferisce un effetto di lucen­tezza sempre diverso a secon­da delle variazioni cromatiche del cielo e della campagna cir­costante.

 

 

Ultima modifica il Mercoledì, 30 Agosto 2017 14:00
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